Gabriele Turola e i figli delle Muse Inquietanti, omaggio agli artisti ferraresi del ‘900
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Gabriele Turola e i figli delle Muse Inquietanti, omaggio agli artisti ferraresi del ‘900

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Un viaggio tra memoria, arte e cultura: domani 1 aprile alle 16 presso la Sala dell’Arengo del Comune di Ferrara sarà presentato un volume molto particolare che raccoglie una selezione di testi di Gabriele Turola, artista, critico e giornalista ferrarese. Un tributo che coincide con l’ottantesimo anniversario dalla sua nascita e il quinto dalla sua scomparsa, avvenuta nel 2019.

Turola ha collaborato per anni con le riviste Ferrara, edita dal Comune e La Pianura, stampata fino al 2016 dalla Camera di Commercio locale. Negli anni su queste due testate Gabriele Turola ha dedicato analisi e approfondimenti su decine di artisti ferraresi, in un rubrica molto seguita dove ha avuto modo di omaggiare e fare conoscere al grande pubblico grandi nomi della scena locale ma anche artisti minori. Il volume che esce oggi raccoglie una selezione di 50 profili di artisti ferraresi tra Novecento e Duemila ed è curato da Corrado Pocaterra e Lucio Scardino. Una prima presentazione ufficiale del volume si è tenuta il 27 febbraio scorso presso la Camera di Commercio di Ferrara-Ravenna, un luogo simbolico scelto per sottolineare l’importanza della cultura nello sviluppo del territorio.

L’idea del volume nasce dalla volontà di restituire dignità e visibilità a una generazione di artisti che hanno lasciato un segno nel panorama culturale ferrarese e non solo. Come spiegano Pocaterra e Scardino, la selezione è stata guidata dall’apprezzamento personale di Turola per questi artisti, ma anche dall’importanza che essi hanno avuto nel rappresentare l’identità artistica della città. Le monografie raccolte nel volume provengono dalla rubrica “I figli delle Muse Inquietanti”, che Turola curò dal 1986 al 2016. Il titolo è naturalmente un omaggio al celebre dipinto di De Chirico, ribadendo il legame profondo tra Ferrara e la metafisica artistica.

Chi sono questi figli delle Muse? Nel volume trovano spazio nomi noti come Giovanni Boldini, Filippo De Pisis, Gianfranco Goberti, Gianni Guidi, Sergio Zanni, ma anche figure meno conosciute che hanno contribuito alla ricchezza culturale ferrarese, artisti più controversi, autodidatti o anticonformisti come Fabbriano, Giorgio Balboni o Franco Tartari. Un’aggiunta speciale nel libro è il profilo ancora inedito dedicato a Marcello Carrà, artista nato nel 1976 e dunque il più giovane tra quelli presenti.

Uno degli aspetti più affascinanti del lavoro di Turola era la sua capacità di raccontare gli artisti non solo attraverso un’analisi tecnica delle loro opere, ma anche con un approccio empatico e poetico. Iniziò a scrivere su Ferrara quando era diretta da Gian Pietro Testa e si occupò da appassionato di pittura della mostra OfficinOttanta, che coinvolgeva circa venti artisti ferraresi al Castello Estense tra cui Turola stesso. La mostra conquistò Testa, che riconobbe in Turola una marcia in più nei suoi scritti, frutto di un’ampia cultura maturata attraverso la lettura di numerosi libri d’arte. Così, nel 1986, gli affidò una rubrica dal titolo evocativo, ispirato all’idea che le Muse potessero uscire dal quadro per toccare con il loro soffio creativo gli artisti del tempo.

La copertina del catalogo della mostra OfficinOttanta

Turola scrisse anche sulla Voce di Ferrara con un approccio meno colto, limitandosi a recensire le mostre man mano presentate, ma senza il trasporto che riservava agli affreschi di ogni artista quando poteva raccontarli senza il vincolo di una specifica esposizione. Questa differenza era evidente anche nello stile, sensibilmente diverso: quando un artista non incontrava particolarmente i suoi gusti, tendeva a cercare analogie con figure più celebri, dedicando gran parte del testo a confronti e divagazioni letterarie a lui più affini. Molto evidente è al contrario il coinvolgimento nella scrittura del ritratto di De Pisis, con cui Turola si identificava particolarmente e a cui è dedicato il suo articolo più lungo e denso. Va anche detto che quando uscì, La Pianura era già edito solo in digitale e questo gli consentiva di poter aumentare di molto la lunghezza degli articoli rispetto al passato su carta stampata.

Il volume sarà presentato in due ulteriori momenti dopo l’appuntamento del 1 aprile: alla Biblioteca Bassani a maggio e poi al Centro Documentazione Mondo Agricolo Ferrarese di San Bartolomeo in data da definire. Edito in proprio da Scardino e Pocaterra, il libro non ha una vera e propria distribuzione ma alcune copie sono già disponibili alla libreria La Pazienza in via De Romei.

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Gabriele Turola ha lasciato un’impronta indelebile nella storia culturale di Ferrara, non solo per la qualità dei suoi scritti, ma anche per il suo impegno nel dare visibilità agli artisti locali. Il volume “I figli delle Muse Inquietanti” rappresenta dunque un tributo prezioso alla sua eredità e offre una panoramica unica su un secolo di arte ferrarese, riscoprendo voci e talenti che meritano di essere ricordati. Imperdibile per chiunque voglia esplorare il ricco panorama artistico della città attraverso gli occhi di uno dei suoi più appassionati narratori.


Indice degli artisti analizzati:

Michelangelo Antonioni (Ferrara 1912 – Roma 2007), p. 7.
Giorgio Balboni (Ferrara 1943 -2016), p. 10.
Giovanna Baruffaldi (Vigarano Mainarda 1913 – Ferrara 1992), p. 12.
Ermanno Besantini (Ferrara 1926-2007), p. 14.
Dante Bighi (Copparo 1926 – Milano 1994), p. 16.
Giovanni Boldini (Ferrara 1842 – Parigi 1931), p. 19.
Paola Bonora (Ferrara 1945 – Vive a Ferrara), p. 23.
Alfeo Capra (Filo di Argenta 1902 – S. Maria Maddalena 1997), p. 25.
Marcello Carrà (Bondeno 1976 – Vive a Ferrara), p. 27.
Italo Cinti (Tamara di Copparo 1898 – Casalecchio di Reno 1968), p. 29.
Rita Da Re (Ferrara 1947-2008), p. 32.
Filippo De Pisis (Ferrara 1896 – Milano 1956), p. 36.
Mario De Sisti (Ferrara 1904-1982), p. 45.
Fabbriano (Ivano Fabbri) (Ferrara 1936-2019), p. 49.
Danilo Farinella (Ferrara 1918-1973), p. 51.
Ervardo Fioravanti (Calto 1912 – Ferrara 1996), p. 56.
Massimo Gardellini (Codigoro 1941-2019), p. 58.
Lorenzo Givanni (Ferrara 1916-2002), p.
Gianfranco Goberti (Ferrara 1939-2023), p.
Mirella Guidetti Giacomelli (Mirabello 1935 – Vive a Ferrara), p.
Gianni Guidi (Bologna 1942 – Vive a Ferrara), p. 69.
Antenore Magri (Ferrara 1907-1978), p. 71.
Luigi Maini (Ferrara 1912-1995), p. 75.
Giuseppe Malagodi (Cento 1890 – Roma 1968), p. 77.
Mario Masperi (S. Biagio d’Argenta 1931 – Argenta 1991), p. 80.
Adriana Mastellari (Ferrara 1933-2023), p. 83.
Roberto Melli (Ferrara 1885 – Roma 1958), p. 85.
Nino Mezzaro (Ferrara 1932-2003), p. 89.
Laerte Milani (Mezzogoro 1913 – Ferrara 1987), p. 93.
Arrigo Minerbi (Ferrara 1881 – Padova 1960), p. 95.
Antonio Maria Nardi (Ostellato 1897 – Bologna 1973), p. 98.
Luciana Neri (Ancona 1944 – Ferrara 1987), p. 101.
Corrado Padovani (Ferrara 1886-1947), p. 102.
Michele Perfetti (Bitonto 1931 – Ferrara 2013), p. 106.
Gaetano Previati (Ferrara 1852 – Lavagna 1920), p. 110.
Mimi Quilici Buzzacchi (Medole 1903 – Roma 1990), p. 113.
Ottavio Romano (Seiano 1934 – Ferrara 2019), p. 118.
Giorgio Ruffatti (Torino 1936 – Comacchio 2000), p. 119.
Tito Salomoni (Pontelagoscuro 1928 – Torino 1986), p. 123.
Nicola Sebastio (Bologna 1914 – Busto Arsizio 2005), p. 126.
Sepo (Severo Pozzati) (Comacchio 1895 – Bologna 1983), p. 130.
Franco Tartari (Ferrara 1934-1997), p. 134.
Ernesta Tibertelli De Pisis (Ferrara 1895-1970), p. 136.
Bruno Vidoni (Cento 1930-2001), p. 141.
Giuseppe Virgili (Voghiera 1894 – Bologna 1968), p. 143.
Romano Vitali (Ferrara 1933 – Bondeno 2018), p. 148.
Vitale Vitali (Portogaribaldi 1893 – Ferrara 1961), p. 150.
Nino Zagni (Argenta 1928-2011), p. 153.
Sergio Zanni (Ferrara 1942 – Vive a Ferrara), p. 156.
Giglio Zarattini (Comacchio 1958 – Bologna 2004), p. 158.

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