

Arriva un anniversario: dieci anni dal primo corso sperimentale, dal primo salto nel vuoto nel lanciare questa idea, la nascita di un vero e proprio Centro Preformazione Attoriale per i giovani di Ferrara (e del territorio). Un’idea nata da due persone: Stefano Muroni che lo ha immaginato, e Massimo Malucelli, che ne è stato da subito direttore artistico.
Un punto di inizio, in realtà un punto nel mezzo di una storia più lunga, in una linea del tempo fatta di inseguimenti, partenze e ritorni, una spirale che intreccia costantemente ruoli e chiamate tra i due, come a rincorrersi. Perché Massimo Malucelli, il teatro, lo insegna da tantissimi anni.
“Il primo laboratorio di teatro nacque nel 1990 e si svolgeva a Casa Ariosto – racconta – una sede che resistette per due anni e poi cominciammo a migrare in altri luoghi di questa città di cui avevo visto sì le piccole dimensioni, ma anche una certa sensibilità culturale. Per vent’anni l’idea è stata quella di dare vitalità alla cultura teatrale del territorio.”
E mentre si consolida questa trama, l’altro nostro protagonista, Stefano Muroni, inizia la sua. Partiamo da diverse notti in lacrime già nel 1995 e da una fascinazione: il cinema, a soli sei anni, con l’idea totalizzante di diventare un attore. Sei anni dopo, sulla “Nuova Ferrara” l’annuncio dell’apertura del nuovo corso annuale proprio di Massimo Malucelli, in quel momento impegnato in diversi laboratori in città e provincia. Per l’ormai dodicenne Muroni è il momento di iscriversi al corso di Voghiera e confermare quella vocazione: tutti i sabati, quattro ore a settimana, un corso composto per la maggior parte di adulti.
Due anni dopo, ormai ragazzo Muroni frequenta il liceo Carducci, indirizzo musica e spettacolo. Propone alla scuola di coinvolgere Malucelli come docente esterno, convinto dell’importanza di avere il migliore per quanto riguarda l’insegnamento, per far apprendere agli studenti suoi compagni le basi su come si va in scena.
“Credo che il teatro e il suo insegnamento siano uno di quei cassettoni dove metti dentro di tutto. Ho una mia via, e ho sempre cercato di tutelarmi da tendenze che vedevo e vedo poi riproporsi anche oggi, pessimi esempi di come insegnare che cosa sia il teatro – ci spiega. Ho sempre combattuto contro quelle persone che dicono “Fai teatro e quindi parli e ti muovi?” Non è così: il teatro è un linguaggio, è come fare musica, mentre suoni un pianoforte devi sapere usare questo linguaggio, ciò che fa la differenza tra spingere tasti e suonare note, che è ben diverso dal fare musica.
Finite le scuole, Muroni riesce ad entrare all’ambitissimo Centro sperimentale di cinematografia di Roma, dove su 1300 candidature potevano accedere ogni anno otto maschi e otto femmine, scelti da Giancarlo Giannini.
“Ho fatto anni straordinari a Roma – racconta Muroni – ma stando lì non ho mai dimenticato che sono di Ferrara, non mi sono mai dimenticato quanto è stata importante per me la formazione, che oggi chiamiamo preformazione, e la mia esperienza con Massimo Malucelli. Mi è capitato di pensare: chissà quanti altri ragazzi hanno questo sogno a Ferrara. Ho pensato che sarebbe stato bello aprire una scuola, unica in Italia, solo per gli adolescenti, non un corso, ma una vera scuola, tre anni di percorso, dove si studia teatro ma anche cinema.”
Inizia così l’avventura del CPA che vede crescere i suoi iscritti ogni anno, da meno di dieci a oltre i quaranta attuali, per un totale di circa cento allievi iscritti al momento. Malucelli spiega la filosofia alla base: “Ho sempre pensato che il professionista devi essere tu. Purtroppo nel nostro campo è facile definirsi tale. È come nella musica, solo che lì contrariamente al teatro c’è un enorme sbarramento tecnico, eppure hai bisogno di articolare e comprendere le strutture narrative, devi imparare a portare sul palco storie, mondi, persone. Noi abbiamo scelto di dare come formazione una base concreta a questi ragazzi tra i 13 e i 18 anni in piena crescita anche umana. Giovani all’interno di un mare che fa paura, dove lo strumento teatro è una grande risorsa, dove ognuno può trovare delle alternative possibili. Ci siamo immaginati tanti lavori: sul testo, sul video, sul corpo, in modo che loro percepiscano quale è la direzione per il loro talento. Va bene tutto, basta che sia autentico. Sopra quello spazio vuoto e claustrofobico del palcoscenico ci sono tutti i personaggi, tutti i mondi, ci sono tutti i personaggi, tutte le storie. Sai la crescita enorme che c’è all’interno della persona, quando comprende questo?
Tutti i nostri allievi sono sempre cresciuti, nonostante alcune paure dei genitori, anche a livello di voti scolastici, perché qui crescono come persone. Mettono insieme la cultura di tipo teorico, dove si sta seduti e si usa solo la testa, a quella pratica, dove è il corpo che narra la storia che ho imparato a scrivere ed è il corpo che la racconta. In tre parole la filosofia che racchiude tutto del percorso del CPA: quello che offriamo è tanta bella inquietudine, dove citando Giorgio Strehler si mettono in gioco i propri difetti, la propria umanità.
Quali altre possibilità offre la scuola ai ragazzi? Al secondo anno quattro ragazzi vanno direttamente al Giffoni Film Festival, al terzo anno sono ben quattro le borse di studio per fare esperienze europee, ed è stata creata un’agenzia interna, la Vancini Talent, che dal secondo anno di studi inizia a rappresentare i ragazzi. Alcuni allievi hanno già esordito in serie rilevanti, come è successo ad Alice Lazzarato in Nudes (Raiplay) o Nicola Branchini, coprotagonista in uno degli ultimi film dei Manetti Bros, “Il mostro della cripta”.
Un altro passo nella direzione del progetto Ferrara città del cinema, che si affianca agli altri progetti che ruotano intorno al Centro: ci si può preformare al Centro, ma anche vivere una esperienza estiva ed immersiva alla Tenda Summer School, eventualmente formare sotto vari aspetti alla scuola d’Arte Cinematografica Florestano Vancini che ha sede a Factory Grisù, e infine muovere i primi passi con la società e Controluce.
E in futuro? “Avrei il progetto di formare la compagnia, per completare l’offerta – dice Malucelli. Perché dopo i tre anni di scuola, arrivi a sedici anni, magari diciassette e poi? Alcuni ragazzi è capitato scegliessero di rimanere nel CPA anche finiti i tre anni. Ho pensato: facciamo un teatro degli adolescenti per gli adolescenti, andando a recuperare quella radice più storica del teatro, l’assoluta condivisione, dove c’è chi è attore oggi e chi, spettatore, magari sarà attore domani. I ragazzi così si troverebbero dentro a esperienze meno pedagogiche e più esperienziali, in ottica lavorativa.”
Intanto il Centro non ha smesso di essere itinerante: dopo alcuni anni all’interno della palazzina Ex MOF, da quest’anno cambierà sede entrando a tutti gli effetti negli spazi di Factory Grisù dove già è presente la Scuola Florestano Vancini, con l’idea della realizzazione di un piccolo teatro nell’ex Sala Macchine. Due eventi imminenti serviranno a raccontare questa realtà a ragazzi e famiglie: l’open Day CPA il prossimo 13 ottobre e un evento al Teatro Comunale di Ferrara il 24 ottobre prossimo, per celebrare i dieci anni di questo percorso.
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Sito ufficiale del Centro Preformazione Attoriale di Ferrara
Classe 85, vive a Ferrara da vent’anni. Secondo il profilo ufficiale è Infermiere, nel contempo si occupa da anni di giornalismo con l’idea di cercare di raccontare il mondo da una angolazione sempre nuova, con spirito critico ma rivolto al meglio, al domani e al possibile. Ha scritto un romanzo, si chiama “Sfumature” e si occupa di musica con una newsletter settimanale, live report e altro.Qui su Filo, articolo dopo articolo tenta di costruire un mondo più informato, consapevole ed ottimista o, almeno, aderente alla realtà.