

Da Casumaro parte il futuro delle sagre, di certo non a passo di lumaca se ci consentite il gioco di parole con la celebre manifestazione culinaria che proprio qui viene organizzata ogni anno! Nel weekend del 29 e 30 aprile 2023 si è tenuta qui la prima Convention Nazionale delle Sagre Italiane, un evento gratuito aperto a tutti gli operatori del settore. Un progetto promosso dalla Cooperativa Sociale Caracol, nata dai 50 anni di esperienza maturati proprio con la suddetta Sagra della Lumaca di Casumaro ed ora attiva nell’organizzazione di numerosi altri eventi.
In questi due giorni, il Presidente di Caracol Antonio Pirani con il DG Stefano Rimondi e la Responsabile Marketing Irene Carletti hanno accolto partecipanti da tutta Italia allo scopo di conoscersi e confrontarsi, in vista di una collaborazione che possa dare nuova linfa a queste attività fondamentali per la valorizzazione del territorio. Una prima volta importante per fare il punto su un settore che conosce sempre un grande seguito tra il pubblico ma ha bisogno di rinnovarsi al suo interno per quanto riguarda volontari e addetti.
Nell’alternarsi degli interventi di esperti del settore (per i più curiosi qui il programma completo), come Sergio Bonsi – Protezione civile COC Cento e Giuliano Poletti – ex Ministro del Lavoro – sono state anche raccontate le esperienze in prima persona di chi da anni porta avanti una sagra tra tutti i cambiamenti e le sfide che sono sopraggiunte. Come Angelo Garroni e Luciana Sassu da due Pro Loco in provincia di Sassari, che dalla terra sarda hanno portato (oltre allo stupendo pane carasau che ci ha allietato durante il pranzo) la propria testimonianza su uno dei principali temi emersi dal confronto: proprio la difficoltà nel passaggio generazionale tra organizzatori.
Un problema piuttosto diffuso: “La sagra ha sempre rappresentato un momento di aggregazione che vedeva impegnate persone di ogni età – ricorda Alba Balboni della Sagra della Salama da Sugo IGP di Buonacompra – ma attualmente da noi questo passaggio non c’è stato. I giovani difficilmente frequentano il paese e non si prendono l’impegno. Per noi è quindi interessante capire come coinvolgerli per ripartire perché se smettiamo di produrre perdiamo il patrimonio gastronomico e culturale. Bisogna rendersi conto che il ‘si è sempre fatto così’ non funziona più.”
Ed emergono ulteriori criticità nelle parole di Loris Cattabriga – ex Presidente Associazione Sagre e dintorni: “C’è necessità di strutture adeguate al cambiamento climatico, ma anche di comprendere e saper affrontare il complesso apparato burocratico che si sta delineando in questa fase di riforma del Terzo Settore. I volontari hanno voglia di lavorare e non di compilare delle scartoffie.”
Perché chi sta dietro una sagra può avere assetti formali e fiscali molto diversi e questo crea un panorama estremamente eterogeneo: “Dobbiamo partire da un’approfondita conoscenza di chi siamo perché ognuno ha una propria conformazione – spiega Stefano Rimondi –. Ci sono Pro Loco, Cooperative, Polisportive e associazioni del Terzo Settore. Ma proprio questa varietà a nostro avviso porterà vantaggi per un reale rinnovamento.”
Non tutti questi eventi hanno una lunga storia alle spalle, alcune realtà sono poco visibili o si trovano in zone meno densamente popolate, come raccontano Fabio e Dacia Perfetti, arrivati dalle Marche e organizzatori della Sagra della Coradella di Serravalle di Carda, un borgo storico nel Comune di Apecchio (PU) posto a 800 mt. alle pendici del Monte Nerone. Delle tre Feste della Montagna che c’erano nella zona, quella di Serravalle è l’unica rimasta attiva e la loro Sagra si appresta a organizzare la seconda edizione, ancora di proporzioni contenute.
Come provare a fare rete e trovare soluzioni? Il primo passo proposto dai promotori della Convention è la costituzione di un’associazione o consorzio tra “sagre di qualità”. Un’associazione di secondo livello a estensione nazionale, che potrà avere diramazioni regionali, con servizi specialistici, partecipazione a fiere ed eventi e supporto organizzativo agli associati.
“Non si vorrà sovrapporre a UNPLI (Unione Nazionale delle Pro Loco d’Italia) o ad altri titoli accademici – spiega Stefano Rimondi – sarà invece un modo per parlare tutti lo stesso linguaggio, attraverso una bozza condivisa dove accogliere le proposte di ognuno. E dove imparare dagli errori degli altri, con il comune obiettivo di dare un futuro a tutte le sagre.”
Dal 2018 si lavora infatti in questa direzione anche attraverso il percorso di ottimizzazione delle sagre promosso da UNPLI e sfociato nel riconoscimento in Senato delle “sagre di qualità”. Nella nostra provincia il titolo è stato ottenuto dalla Sagra della Cotoletta Mirabellese e da quella della Zucca e del Cappellaccio di San Carlo.
Nel corso delle prossime settimane i partecipanti iscritti alla Convention daranno dunque vita ad un comitato organizzativo che si occuperà di stabilire innanzitutto quali saranno i criteri di ammissione all’associazione, al fine di elaborare un disciplinare che regoli a chi affidare il proprio marchio di qualità. Ad esempio, “tipicità e territorialità, storicità, durata e frequenza della manifestazione” spiega Antonio Pirani. Il passo successivo del comitato direttivo dell’associazione sarà l’organizzazione di un evento a cadenza annuale che si vuole configurare come una Fiera nazionale delle Sagre. Facendo tesoro dell’esperienza del Misen di Ferrara (Mostra Interprovinciale delle Sagre Enogastronomiche) che creava gemellaggi e ampliava la visibilità dei partecipanti, ma che rappresentava spesso un costo eccessivo per chi proponeva prodotti con preparazioni specifiche, la cui offerta dell’assaggino diventava davvero onerosa.
Il terzo step proposto da Caracol per completare il progetto è infine la “Sagre Academy. Antichi saperi e nuovi approcci”: un piano per la formazione sul piano comunicativo, fiscale e burocratico, oltre che su organizzazione e sicurezza. Gli argomenti scelti saranno trattati anche da remoto e sarà possibile strutturare dei percorsi ad hoc a seconda delle esigenze specifiche degli associati. Una strada comune per consentire l’accesso ai fondi del PNRR e che avrà dei punti chiave come digitalizzazione di una sagra, la cucina dei grandi numeri e nuovi approcci nella gestione della comunicazione e del marketing.
Proprio l’ambito degli studi su brand identity, analisi dati e strategie social potrebbe infatti diventare una delle soluzioni al problema del passaggio generazionale, aprendo una nuova porta per l’accesso in grado di coinvolgere i più giovani.
Per approfondire:
Caracol Cooperativa Sociale: https://www.caracolcoop.it/
Programma della Convention: https://www.sagre.org/convention/
Aggregatore informativo sulle sagre in Italia: www.assosagre.it
Unione Nazionale delle Pro Loco Italiane: https://www.unpli.info/sagra-di-qualita/
Cos’è la coradella di Serravalle di Carda (PU): https://www.vivereapecchio.it/deco-2-2/
