

Vent’anni di Sonika: il centro aggregativo fondato sulla musica festeggia un traguardo che si unisce ai dieci dell’associazione Ultimo Baluardo che la gestisce: nata come sala prove, Sonika è oggi un luogo fondamentale a Ferrara per provare, suonare, registrare, gestire eventi dal vivo e non solo.
L’occasione per parlarne è proprio oggi 2 aprile 2023, con un pomeriggio speciale che celebra il doppio traguardo e ci consente di ripercorrere il (lungo) percorso fatto: a parlarcene è Federico di Marco, vicepresidente dell’associazione.

Qual è la storia di Sonika, come è nato il progetto vent’anni fa?
Sonika nasce nel 2003 come progetto dell’Assessorato alle Politiche Giovanili di Ferrara, per creare un luogo di aggregazione per i giovani, a seguito di un sondaggio per capire quale fosse l’esigenza più richiesta dai ragazzi per la città. Originariamente era in Vicolo Mozzo Scimmia, poi nel 2009 vennero stanziati fondi del comune per riqualificare l’attuale zona che oggi prende il nome di Centro Slavich, che era in condizioni precarie dopo la chiusura del centro sociale Dazdramir.
Inizia così un progetto che dopo alcuni passaggi attraverso altre associazioni porta Sonika a vincere un bando e diventare la prima pietra per la ricostruzione del quartiere. Nella vecchia sede avevamo una sola sala prove, ricordata come “Il Cubo”, mentre qui in Viale Alfonso I d’Este ne abbiamo a disposizione quattro e siamo cresciuti molto, reinvestendo i proventi delle sale prove in mezzi, hardware e nuovi spazi. Il centro cresceva e prendeva forma e così nel 2013 ci siamo trovati a cercare una forma giuridica per gestirlo, arrivando a creare l’associazione “Ultimo baluardo”, oggi sotto la guida di Filippo Cavallini mentre io sono il vicepresidente.
Dal 2003 al 2023 come si è evoluto il progetto, cos’è oggi Sonika?
Sonika oggi è l’evoluzione di quello che era il progetto nato vent’anni fa: ad oggi siamo un centro aggregativo di protagonismo giovanile, ci occupiamo di sale prove, siamo un centro di registrazione, negli ultimi anni ci siamo specializzati nell’organizzazione di eventi: sia nostri, come Il solito festival (la quinta edizione è stata da poco annunciata per il prossimo luglio) che per conto del Comune di Ferrara.
Questo passaggio è avvenuto negli ultimi anni per poterci confermare come realtà solida sul territorio, come un punto di riferimento per i musicisti. Oggi abbiamo conoscenze sempre più specifiche e siamo ad esempio in grado di collaborare con strutture museali per realizzare audioguide, sappiamo come realizzare su commissione podcast per fondazioni, associazioni o enti. Si tratta sempre di soggetti che ci richiedono competenze specifiche in campo audio e saltuariamente anche video: di fatto mentre noi cerchiamo di mantenere il nostro cordone ombelicale con la sala prove e i gruppi musicali, lavoriamo parallelamente per essere sempre un passo avanti, perché la musica e la cultura digitale si evolvono in fretta. Abbiamo la necessità di trovarci sempre avanti rispetto a quelle che possono essere le richieste dei clienti.

Nel mentre qui ogni giorno è appunto un viavai di artisti e band che suonano e registrano album.
Per le sale prove abbiamo tariffe agevolate perché ci sia spazio per tutti e si crei aggregazione, l’obiettivo è dare la possibilità di creare un luogo dove far ascoltare quanto hai creato. La strumentazione è completa e a disposizione per ogni esigenza, dall’impianto voce alla batteria, agli amplificatori, con i nostri operatori di supporto a chi suona. Negli anni siamo diventati anche un service, abbiamo fatto installazioni per eventi istituzionali principalmente, o per i concerti nelle scuole, con la mission di diffondere la musica suonata. Da quando ci siamo trasferiti qui abbiamo avuto il desiderio di allestire uno studio di registrazione completo, e con l’arrivo di Samboela (il fonico e produttore Samuele Grandi) nel 2015 abbiamo potuto lavorarci davvero. Lo studio era rimasto l’anello debole dell’attività e la qualità dei prodotti è salita in modo esponenziale, per competenza e professionalità. In un anno qui a Sonika vengono prodotti oltre venti tra ep, singoli e album, a cui aggiungiamo chi viene a registrarsi un pezzo saltuariamente come fanno alcuni rapper.
Che scenario musicale ferrarese avete trovato e come è cambiato in questi vent’anni?
Quando siamo arrivati c’era più fermento musicale ma Sonika aveva naturalmente meno utenza di oggi. Oggi lo scenario è meno giovane, ci sono ancora le vecchie generazioni che suonano e il bacino di chi passa di qui si è ampliato. Quello che si nota, come tendenza, è che i giovanissimi rispetto ad una volta tendono ad essere più vicini a generi che non comportano l’essere in gruppo: trapper e rapper non necessariamente hanno bisogno di sala prove, ma tanti continuano lo stesso a suonare generi più vicini al rock. Negli anni scorsi c’è stata una moria di molti gruppi giovanili, ma stanno ritornando, stando a quello che vediamo nelle nostre sale.

La musica stessa si è evoluta.
Si è evoluta, ma non notiamo un aumento o diminuzione di musicisti in generale: ci sono meno band che arrivano con batteria, basso e chitarra, meno persone che arrivano con i loro strumenti da casa… Oggi chi si presenta spesso ha una strumentazione più scarna perché domina la tecnologia, magari arrivi a Sonika e hai bisogno di strumentazione in sala perché devi collegare la tua loop station, ti sei costruito un beat o devi suonare su un beat o su un mix live tramite un software come Ableton. Per questo come centro dobbiamo sempre essere avanti, magari ora c’è meno bisogno che a Sonika ci siano certe strumentazioni (come amplificatori da migliaia di euro) ma c’è necessità di altre attrezzature all’avanguardia per fare girare i software: che possa piacere o meno, questa è l’evoluzione della musica.

Magari fa impressione perché non vedi più la band di cinque o sei capelloni che arrivano con le loro chitarre, però ti arrivano in sala prove due ragazzi molto tranquilli che entrano e fanno il panico durante la registrazione con altri tipi di suoni e strumenti.
Qual è il rapporto con la città, a livello di associazione e promozione?
Sonika è un quartier generale dove diamo possibilità e spazi per le band, giovanili ma non soltanto, ci sono anche band navigate con un curriculum di tutto rispetto, lo stesso Vasco Brondi spesso quando deve fare le prove del suo tour usa i nostri spazi o servizi. Noi diamo la possibilità di poter registrare, il tassello finale è quello di poter suonare davanti alla città: per quello abbiamo Il solito festival, un contenitore che ha l’obiettivo di promuovere il vivaio di Sonika premiando chi sceglie di investire su questo ambito. Se non c’è la promozione si perde la motivazione, perché purtroppo non ci sono molti posti per suonare: a Ferrara c’è questo problema, se da una parte ci sono numerosi grossi eventi che stanno aumentando di numero, esistono sempre meno luoghi che promuovono realtà locali per la musica dal vivo, per quanto tra l’altro Ferrara storicamente faccia uscire nomi importanti a livello nazionale e internazionale. Il nostro ruolo è quello di garantire spazio a chi deve emergere, per chi ha le carte in regola per farlo. E c’è un sogno nel cassetto per il futuro: riuscire a realizzare concretamente un live club in modo tale che il nostro percorso a 360 gradi sia completato, includendo quella parte finale in cui ora potremmo dire: ora fatti vedere, ora fatti sentire sul palco.

Chi gestisce concretamente Sonika? Pensi che Ultimo Baluardo sia oggi una realtà sostenibile in grado di fare questo ultimo passo?
Per me è un lavoro a tempo pieno durante tutto l’anno, è il mio lavoro principale. Esiste un direttivo di una decina di persone e ovviamente ci avvaliamo di volontariato, ragazzi tra liceo e università, che sono il cuore di tutta l’attività: l’associazionismo è la base, siamo un luogo di aggregazione e questo insieme di persone contribuisce a tenere aperto e gestire in maniera professionale tutto il calendario operativo. Per quanto riguarda gli scenari futuri: è tutto fattibile, è ovviamente sarebbe una grossa sfida. Al momento Sonika è assolutamente autonoma e sostenibile e se si vorrà avere il coraggio di fare questo passo abbiamo basi solide da cui partire.
INFO:
Sito ufficiale Sonika
Pagina Facebook
NOTA
Le foto di Elena Ragazzi sono state scattate poco tempo prima della pandemia Covid, a febbraio 2020. Tranquilli, l’aspetto delle persone ritratte potrebbe essere differente da quello attuale ma c’è una spiegazione!

Classe 85, vive a Ferrara da vent’anni. Secondo il profilo ufficiale è Infermiere, nel contempo si occupa da anni di giornalismo con l’idea di cercare di raccontare il mondo da una angolazione sempre nuova, con spirito critico ma rivolto al meglio, al domani e al possibile. Ha scritto un romanzo, si chiama “Sfumature” e si occupa di musica con una newsletter settimanale, live report e altro.Qui su Filo, articolo dopo articolo tenta di costruire un mondo più informato, consapevole ed ottimista o, almeno, aderente alla realtà.