Pam, che era un cavaliere di ferro in viaggio da sempre
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Pam, che era un cavaliere di ferro in viaggio da sempre

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Un cavaliere sul suo cavallo di ferro, in viaggio da sempre, senza età, senza meta, con un codice così gentile e unico da far pensare che non fosse frutto di questa terra: questo era Pam.

Andrea Pamini il suo nome per esteso, ma lui non aveva certo bisogno di ricordarlo a chi lo chiamava Pam, anche quando la mancanza di confidenza avrebbe potuto non ammetterlo. Pam era un artista e aveva fatto della sua persona – della sua vita intera – un’arte. Essere Pam era parte della sua performance, in tutta la sua incredibile sincerità; lui era arte.

Probabilmente è questo ciò che sorprende: chi sceglie di votarsi alla propria creatività, alla propria immaginazione, di performare, prende una decisione totalizzante; chi lo fa con cognizione di causa, almeno. Lui certamente lo sapeva. Lui era vittima e carnefice, nella sua condizione di artista, a servizio di una mente che non ha mai smesso di leggere oggetti, situazioni e persone ben oltre la semplice realtà; o almeno lo ha fatto senza sosta fino a quella notte del marzo scorso.

Era come sempre in sella al suo cavallo di ferro, cavaliere dalla pedalata lenta e lo sguardo fisso. E poi non c’era più. In una frazione di secondo Pam ha lasciato questo pianeta che non faceva altro che intrappolarlo. Ha lasciato solo una parte della realtà che lui sapeva di conoscere. A noi resta un racconto non finito, un’opera da terminare, e il suo cavallo di ferro.

Andrea Pamini ha saputo entrare armoniosamente nel quotidiano di noi ferraresi, in modo organico e mai troppo prepotente. C’è chi l’ha sfiorato per strada mentre portava la sua bici a mano tra la gente, chi si è chiesto da dove venissero i due enormi musicisti robot che sorvegliano il cortile della Factory Grisù, chi l’ha notato seduto su una panchina, chi ha avuto la fortuna di scambiare anche qualche parola con lui, e chi ha conosciuto la sua arte. In ogni caso Pam ha lasciato la sua impronta su di noi e sulle vie che percorriamo ogni giorno. E ora ha lasciato solo la sua opera a parlare per lui, con quel tono un po’ scanzonato che aveva.

Pam, come le sue sculture, non ha mai scatenato mezze emozioni, ma solo sensazioni alle estremità della scala. Mostri di ferro, rifiuti o capolavori dell’ingegno, massime espressioni della creatività dell’uomo che riportano in vita ciò che la stessa umanità scarta. I suoi oggetti dalla nuova imponente vitalità sono rimasti orfani, soli a parlare la lingua di Pam e della sua iperbole, in cerca dell’aiuto di un nuovo cavaliere dallo sguardo profondo, che pian piano, con delicatezza, ha saputo farsi avanti. Si chiama Paolo ed è il fratello di Andrea.

Paolo non ha esitato un secondo: ha riordinato con cura la vita densa del fratello, l’ha fatta sua – in qualche modo -, l’ha protetta, difesa, sostenuta. Al fianco di Paolo, a rendere tutto un po’ meno difficile, un gruppo di amici, di organizzatori di eventi culturali appassionati d’arte, il GruppoZero.

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Grazie a Paolo e al GruppoZero stiamo per essere testimoni del primo vero omaggio a Pam, alla sua vita, alla sua performance; un’occasione per rispondere a chi si è sempre chiesto da dove venissero i due punk robot di Grisù (che sono una band e si chiamano ‘I tranquilli’), per spostare l’attenzione dall’oggetto all’insieme.

1 e 2 ottobre sarà Villa Dante Bighi a Copparo ad ospitare la mostra che darà finalmente la parola a quegli oggetti rianimati. Un’invasione di cyborg e ibridi mutanti nel parco della Villa di via Carletti. P.A.M. Prometeo Anarchico Megamacchina si chiamerà il percorso espositivo che sconvolgerà la quiete delle opere di Dante Bighi già disseminate nel giardino. Un passo oltre: mostri e macchine di Pam raggiungeranno anche il centro di Copparo grazie alla rete di negozianti che ha voluto sostenere l’evento e diventare parte della passeggiata artistica. ‘Una celebrazione di Pam come artista, ma anche e forse soprattutto un momento di festa e condivisione insieme alle tantissime persone che l’hanno apprezzato’ è la descrizione di P.A.M. Prometeo Anarchico Megamacchina che fa il GruppoZero.

La direzione artistica è di Eugenio Orlandi, fumettista e illustratore, sotto supervisione e potestà – dice il comunicato stampa dell’evento – di Paolo Pamini. Le opere saranno accompagnate da concerti, laboratori, dj set e qualche proposta gastronomica in un mix di impulsi e sensazioni che ricorda proprio lui, con il suo entusiasmo un po’ distratto. Il programma è disponibile su sito e pagina Facebook del GruppoZero.

‘Pam a Copparo era una specie di istituzione – raccontano i ragazzi del GruppoZero’: lo conoscevano tutti, quindi la sua improvvisa scomparsa ci ha molto colpiti. Da anni come GruppoZero organizziamo eventi e attività cercando di coinvolgere la comunità; realizzare di non aver mai collaborato con Pam ci è sembrata subito una grandissima occasione persa. Per questo, oltre che per l’ammirazione che abbiamo sempre nutrito nei suoi confronti, abbiamo pensato che fosse doveroso prendere in mano la situazione e organizzare un evento dedicato a lui. Questa mostra non vuole essere un “elogio postumo”. Abbiamo da subito lavorato nell’ottica di dargli un taglio diverso, più in linea con la sua figura e la sua poetica, senza voler nascondere tutte le contraddizioni e le spigolosità che facevano parte del suo essere’.

Non saranno soli Paolo, gli amici di Pam e i ragazzi del GruppoZero in questa avventura: a parte le già citate attività commerciali copparesi che parteciperanno al percorso della “mostra diffusa”, è stata avviata anche una collaborazione con il Liceo artistico Dosso Dossi (‘La scuola che ha frequentato Pam’ aggiunge Federico Mattei del GruppoZero), con il quale verrà realizzata live art durante l’inaugurazione, ma ci saranno anche gli artisti ferraresi Maria Ziosi e Andrea Amaducci per la conduzione di un workshop, mentre le serate di musica sono state curate da un caro amico di Pam con la collaborazione del Circolo Arci Contrarock.

La mostra è una prima fase del progetto di tutela delle opere di Pam che comprende anche la creazione di un archivio e di un sito web, ma quale futuro si prevede per i mutanti e le macchine di Andrea? A rispondere e Federico del GruppoZero.

‘Speriamo di poter trovare una collocazione ideale per tutte le opere. Alcune torneranno ai loro proprietari: privati o attività commerciali. Altre torneranno o saranno collocate allo spazio Grisù, che da anni sostiene Pam come artista ospitando alcune delle sue opere più belle. Per tutte le altre, quelle di proprietà della famiglia, l’obiettivo è quello di trovare una giusta collocazione in modo che possano essere in primis tutelate, e in secondo luogo, quando possibile, diventare fruibili al pubblico. Non è escluso che la famiglia decida di vendere alcuni pezzi dopo la mostra. L’obiettivo a medio termine è di continuare a lavorare sull’eredità di Pam: abbiamo avviato il Progetto Archivio Mutante (P.A.M.), che nella fase uno ci ha permesso di catalogare le opere e avere un’idea chiara della loro ubicazione. Nella seconda fase, l’obiettivo sarà quello di trovare un nuovo spazio espositivo per alcune opere che al momento non sono fruibili, e allargare il sostegno e la visibilità ad altri artisti emergenti del territorio. La provincia è un terreno spesso difficile per chi vuole vivere di arte, e la storia di Pam ne rappresenta in qualche modo tutti gli aspetti, da quelli più floridi e creativi a quelli più controversi e ribelli, spesso legati alla difficoltà ad emergere e trovare un proprio spazio’.

L’appuntamento è quindi 1 e 2 ottobre, e sarà importante esserci perché si ha sempre bisogno di guardare la realtà da nuove prospettive. Ci si affezionerà ai suoi mostri dall’anima di ferro, con il suo stesso sguardo fisso. Si imparerà a voler bene a quei giganti scuri e a quelle macchine celibi. Si rimarrà basiti davanti alla creatività umana che spesso è in grado di generare nuova vita, contrastando quella parte di noi che consuma e getta, senza criterio né attenzione. Si rivolgerà un pensiero a Pam, si ricorderanno immagini, discorsi, momenti di vita con lui. E se dovesse venire voglia di sentirsi parte di questo gesto di amicizia e di amore, si potrà contribuire attivamente grazie al crowdfunding su Produzioni dal Basso: in sostegno di chi, talentuoso e creativo come Pam, si nasconde tra le vie di Ferrara e provincia in cerca di una mano e di un riconoscimento.

INFO:
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