Cosa vedere a Internazionale a Ferrara se siete giocatori della SPAL (oppure no)
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Cosa vedere a Internazionale a Ferrara se siete giocatori della SPAL (oppure no)

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Nel pieno del weekend della settima giornata di serie B Ferrara ospiterà la 16^ edizione del festival della rivista Internazionale, una manifestazione che porta in città giornalisti da tutto il mondo e attrae stabilmente migliaia di visitatori grazie a un programma che abbraccia temi molto importanti per la società contemporanea. Difficilmente dirigenti, tecnici e giocatori della SPAL avranno tutto questo tempo per assistere a incontri e presentazioni del festival, soprattutto se si considera che nel pomeriggio di sabato 1 ottobre saranno attesi dalla sfida casalinga col Genoa, che si porta dietro parecchie attese sul campo e fuori.

Però è comunque bello pensare che qualcuno all’interno dell’ambiente biancazzurro possa dare una sbirciatina al programma per decidere se vale la pena occupare una poltroncina al cinema Apollo o un angolo nel cortile del Castello. In passato è successo, per cui… perché no? In fondo considerare tutti i calciatori professionisti come dei caproni senza interessi sarebbe ingeneroso: solo una parte lo è. Per cui ci vogliamo divertire a offrire dei consigli non richiesti  – senza alcuna pretesa di effettiva serietà – a undici protagonisti di casa SPAL, in base a titoli e contenuti degli eventi.

* Venerdì ore 11.30, Cortile del Castello
Sotto a chi tocca

La stampa estera racconta l’Italia appena uscita dalle elezioni politiche
Consigliato a: Biagio Meccariello
“Sotto a chi tocca” è un po’ la filosofia di vita di ogni difensore centrale, soprattutto di quelli come Meccariello che amano i duelli corpo a corpo con gli attaccanti avversari. Nel corso della sua vita e quindi della sua carriera ha vissuto al sud (Campania, Puglia), al centro (Umbria) e al nord (Lombardia, Emilia-Romagna) e questo gli darà modo di capire meglio di altri come ragiona l’elettorato italiano quand’è tempo di urne.

* Venerdì ore 14, Teatro Comunale
Imperialismo alla russa
Le radici del conflitto, la resistenza degli ucraini e la repressione in Russia. Dopo sette mesi di guerra il paese è devastato e la pace è lontana.
Consigliato a: Georgi Tunjov
Il giovane centrocampista estone è nato quando l’Unione Sovietica era già in soffitta (2001), ma rappresenta la nazionale di uno stato che ha rapporti tutt’altro che sereni col vicino di casa russo.

* Venerdì ore 15, Cinema Apollo
Il momento della sinistra

Cile, Colombia e Perù hanno eletto presidenti progressisti. Da loro dipenderà il futuro di tutta la regione
Consigliato a: Franco Zuculini
Che Zuculini sia di sinistra o meno ha poca importanza: è un uomo di mondo con vari interessi al di fuori del pallone e quindi potrebbe voler capire meglio cosa succederà alla sua patria, l’Argentina, in un momento di grandi cambiamenti per il continente sudamericano.

* Venerdì ore 16, Ridotto del Teatro Comunale
L’innovatore rampante

Ispirata alle Lezioni americane di Italo Calvino, una riflessione sul fenomeno dell’innovazione e la sua continua lotta tra distruzione e creazione, trasformazione e rinascita, sintesi e analisi. Perché innovare è innanzitutto un atteggiamento mentale che si esprime in una tensione tra opposti apparentemente irrisolvibile, ma che è il lievito del futuro.
Consigliato a: Fabio Lupo
Dagli uomini di calcio più scafati, e Fabio Lupo lo è, si sente dire spesso che nel calcio non si inventa nulla. Eppure per i direttori sportivi come lui c’è parecchio da fare e disfare, da analizzare e sintetizzare. Spesso bisogna riconsiderare le proprie idee e abbracciare nuovi paradigmi per ottenere i risultati ai quali si ambisce.

* Venerdì ore 15.30, Palazzo Naselli Crispi
L’età del cambiamento

Il benessere e la competitività delle nuove generazioni non sono una priorità in Italia, anche se sono fondamentali per la crescita del paese. Dalle politiche sulla scuola e sul lavoro, alla questione di genere e ai ritardi tecnologici, una denuncia delle debolezze che non possiamo più permetterci.
Consigliato a: Simone Rabbi
È il quarto giocatore più giovane della rosa (deve ancora compiere 21 anni), ma nelle presenze avute a disposizione ha già dimostrato di poter essere un talento interessante in grado di produrre giocate decisive. Lui pensa di dover fare le cose per gradi e di doversi guadagnare lo spazio attraverso impegno e pazienza: troverà il contesto giusto in cui farlo?

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* Venerdì ore 17, Chiostro di San Paolo
Manifesto del lavoro

Democratizzare le aziende, demercificare il lavoro e disinquinare il pianeta: tre imperativi per agire collettivamente e riportare equilibrio, giustizia e rispetto per tutte e tutti in un’epoca in cui pandemie, eccessi populisti e sconvolgimenti climatici sono minacce estremamente concrete. Il manifesto di un gruppo di scienziate sociali per affrontare l’attuale crisi globale.
Consigliato a: Roberto Venturato
La retorica del “lavoro quotidiano” che “porta ai risultati” è abbastanza comune tra gli allenatori e quello della SPAL non è immune. Venturato ama spesso ripetere che la sua squadra deve fare un percorso e guadagnare autostima di allenamento in allenamento, senza farsi sbilanciare da successi e sconfitte. Arrivato alle porte dei sessant’anni, il tecnico trevigiano nato in Australia e maturato a Cremona ha l’esperienza necessaria per guardare le cose da una prospettiva differente.

* Venerdì ore 18, Ridotto del Teatro Comunale
Gigacapitalisti

Jeff Bezos, Elon Musk, Mark Zuckerberg e il resto del club dei miliardari valgono, da soli, più di molti stati. E spesso contano anche di più. Come fermare la corsa verso nuovi tipi di monopoli di questa manciata di plutocrati che vogliono influenzare non solo i nostri acquisti ma anche le nostre idee?
Consigliato a: Joe Tacopina
Il presidente della SPAL non fa ancora parte di quel club e non è neanche detto aspiri a farlo, altrimenti non investirebbe i propri soldi nel calcio, che è notoriamente un’industria rischiosa e spesso poco remunerativa. Tacopina ha beneficiato delle opportunità del turbocapitalismo americano proprio come Bezos, Musk e Zuckerberg e difficilmente potrebbe disconoscere quel modello che gli ha regalato delle soddisfazioni. Però è dotato di intelligenza e sensibilità per considerare le ragioni anche di chi sta alla base della piramide.

* Venerdì ore 19, Circolo Arci Bolognesi
I sei dischi dell’anno

Quattro album stranieri e due italiani per raccontare il 2022
Consigliato a: Alberto Pomini
Non è una regola generale, ma di norma negli spogliatoi è il più anziano a decidere (o ad avere diritto di veto) sulla colonna sonora della giornata, con tanto di controllo della cassa bluetooth. Non sappiamo se Pomo ha questo tipo di autorità o gli interessi averla, ma è bello pensare che sia uno che si aggiorna sui trend musicali per provare a educare un minimo compagni di vent’anni più giovani di lui.

* Sabato ore 18, Chiostro di San Paolo
Africani europei

Attraverso il racconto della vita di individui comuni e straordinari, dall’imperatore Settimio Severo agli schiavi africani nel rinascimento, Olivette Otele mostra come Europa e Africa siano legate fin dall’antichità. Una storia spesso ignorata, che arriva fino ai migranti di oggi e che getta luce su questioni come il razzismo, l’identità e il potere.
Consigliato a: Demba Thiam
Ormai da anni Demba ha fatto dell’Italia la sua seconda patria, trovando un bel lavoro e mettendo su un’altrettanto bella famiglia. Ma il richiamo delle sue origini senegalesi è sempre forte e si vede soprattutto in corrispondenza con gli impegni della nazionale campione d’Africa. Spesso il razzismo è questione di storia raccontata da una sola parte e questo incontro può esserne l’ennesima dimostrazione.

* Sabato ore 21.30, Chiostro di San Paolo
Il futuro è già qui

La pandemia, la guerra e il mondo che verrà
Consigliato a: Salvatore Esposito
Anche il futuro del capitano (presente) della SPAL è già qui. Nella stagione in corso Esposito ha mostrato una maturità mai esibita prima e il livello del suo gioco è salito al punto tale da renderlo un giocatore indispensabile. Grazie alla considerazione di Roberto Mancini può guardare avanti con fiducia verso l’orizzonte, pur tenendo a mente che la storia non è mai scritta e basta poco, anche un apparentemente banale virus, per cambiarne radicalmente il corso.

* Domenica ore 16.30, Teatro Comunale
Raccontare lungo i bordi

Tra Rebibbia e Castel Volturno, storie di esistenze che non vogliono essere espropriate
Consigliato a: Federico Proia, Andrea Murgia e Andrea La Mantia
Chissà se almeno uno dei tre ha guardato la serie di Zerocalcare su Netflix. Di sicuro ad accomunarli c’è il fatto di essere cresciuti a Roma e dintorni e quindi nella città che il fumettista di Rebibbia usa spesso come scenario per le proprie opere. I riferimenti generazionali probabilmente sono un po’ diversi perché Zerocalcare è del 1983 e il più anziano del trio è del 1991, ma questo può anche renderla un’opportunità per aprire una finestra su adolescenze vissute in modo molto diverse da quelle dei calciatori.

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