Dove sei finita, Piazza Castello?
Giovedì, 3 Aprile 2025 - 274 anni fa nasceva Antonio Francesco Campana, fisico

Dove sei finita, Piazza Castello?

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Ma dove sei finita Piazza Castello? Non parlo del castello, ma del luogo che gli sta a fianco. Dei sassi, della forma irregolare che la trasforma in una collina, in una pozzanghera senza senso, in una macchia che vista dal cielo appare una goccia.

Non è un problema, solo una percepita trascuratezza. Mese dopo mese, anno dopo anno, “Piazza Castello” non si legge più. È qualcosa che c’entra con scelte, con un virus, con casualità, con cambiamenti sociali ed economici. Però è qualcosa che succede.

ferrara sotto le stelle 2015

Piazza Castello, per molti era il Luogo: di decine di concerti per Ferrara Sotto le Stelle, ma anche di eventi speciali come quel dj set il sabato sera durante il Festival di Internazionale. Delle assemblee studentesche, quando si marciava partendo da un liceo dicendo no alla guerra, un grido tanto ingenuo quanto potente più per chi lo ha vissuto che per chi lo doveva sentire. Però quel dollaro strappato, quella mattina, da quel ragazzo, è ancora polvere su questi sassi.
Dei comizi politici: di destra, di sinistra e di movimenti dichiaratamente apartitici, così come di gruppi più o meno grandi di cittadini uniti nella piazza per discutere riguardo a fatti di attualità che riguardavano la città, l’Italia, il mondo.

1 dicembre 2019: le sardine

Poi, la sera dell’ultimo dell’anno, con il Capodanno: l’incendio del Castello che diventa per tutti quella cosa che non ti stupisce più, ma in fondo, è piccola parte di te.
Camminare tutti i giorni davanti al Colosseo, come all’Arena di Verona probabilmente toglie potenza al passaggio, perché per tutti quello che è evento è eccezionale, raro, come il Natale: una volta all’anno, ultima magia rimasta ad un mondo di consumi e regali costanti, una magia così potente che nessuno potrebbe pensarlo diverso da quel solo, unico giorno.

capodanno con l’incendio del castello estense

Piazza Castello però appare il passato: Bruce Springsteen vedrà il ritorno del Parco Urbano come luogo di spettacolo, Irama salterà dentro a piazza Ariostea, Thom Yorke guarderà il listone di Piazza Trento Trieste.
Le manifestazioni non sono più così intense, i Fridays for Future appaiono al momento già storia di un passato nemmeno molto lontano, la cui colpa del mondo adulto è averlo bollata come battaglia giovanile, come se il mondo fosse di qualcuno che deve venire e non di chi c’è.
I leader politici, poi, non passano quasi più per le piazze, serve a poco quella massacrante passerella di dieci città in otto giorni, quello sforzo di avvicinarsi fisicamente, perché oggi tutti ci hanno in tasca, dentro ad un display, agguerriti nel battagliare contro a qualcosa o in rari casi, a favore di qualcosa.

Magari non succede niente, magari è destinata, quella macchia, a rimanere quel tremito in bici mentre lo si attraversa, un crocevia, una passerella, un saltuario luogo di modesto ritrovo per guardare al Castello, o per un piccolo mercatino.

pink woman run, 2021

Però quante vibrazioni hanno avuto quei sassi? Chi sta scrivendo ci vinse un orologio per la corsa, un glorioso Garmin Forerunner 25 nero e viola, scrivendo una lettera vincente per un concorso sulla rivista Runner’s World. Parlava di corsa pensando ai sassi della piazza, a sassi percorsi, ignorati e poco celebrati tranne dopo una maratona, sassi che quando formano la linea del traguardo, quarantadue chilometri e centonovantacinque metri dopo, diventano simbolo di vittoria personale, riscatto, ambizione e speranza.

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Quella linea, questi sassi, quella piazza: magari è una impressione ma pare di guardarla, ferita, immobile, rovente, in questa estate che non porta pioggia, con le orecchie tese ad una città che se l’è un po’ dimenticata, con quel cannone sgraziato ancora fermo, dove forse servirebbe altro, oggi, per raccontare di un passato che vorremmo mettere da parte, senza che sia possibile farlo.
Sono i luoghi a definirci, teatro delle emozioni delle nostre vite e Piazza Castello è un luogo importante di cui Ferrara pare essersi dimenticata.

Cercando “Piazza Castello Ferrara” su YouTube escono diverse risposte: siluri nel fossato, aspiranti giornate perfette di youtuber turisti, qualche servizio televisivo. Poco più in basso una esibizione dei The National, quella “Fake Empire”, inno della campagna che portò Obama alla presidenza dopo George W. Bush, quello che aveva fatto una guerra per cui gli studenti erano scesi in piazza, per cui avevano strappato dollari in piazza Castello.
Al minuto 1.07 il cantante Matt Berninger, uno dei veri fenomeni della nostra epoca, stacca il corpo dal microfono e osserva la piazza, la gente, osserva tutto, da sopra il palco, si percuote il corpo, pare dire qualcosa e poi guardarsi intorno, stupito, emozionato o forse assente, assorto e intanto il colpo di cassa diventa un applauso, a tempo, enorme battito condiviso, di un pubblico che da ore attendeva su quei sassi, di quella piazza, ora abbandonata.
Forse non sarà niente e non è per dire che il passato era meglio: solo che a volte, cambiare lascia indietro qualcosa che non torna più. È difficile starti dietro mentre attraversi il cielo cadendo, canta Matt.

Cammina in punta di piedi attraverso la nostra città brillante con il nostro diamante nelle pantofole […]
Spegni la luce fuori e dici buonanotte, non pensare per un po’ di tempo
Cerchiamo di evitare di capire tutto in una volta
È difficile starti dietro mentre attraversi il cielo cadendo
.

Fake Empire, The National
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