

Qui sopra ci sono i primi minuti di “Storia di un Matrimonio“, uno dei film più importanti del 2019, prodotto da Netflix, che racconta essenzialmente lo sfilacciamento di una relazione partendo da questi minuti in cui i due protagonisti dichiarano tutto ciò che amano l’uno dell’altro.
Attenzione: non è una sterile divagazione, certo che stiamo parlando del Buskers Festival.
Ma se l’anno scorso avevamo descritto la sensazione di un evento che sembrava diventato routinario, normale, eppure imprescindibile (come una relazione, che esplode all’inizio e poi rallenta il battito allineandosi a quello del proprio compagno) quest’anno è successo qualcosa (sappiamo tutti cosa) ed è cambiato il mondo.
E se fosse una relazione potrebbe essere il momento in cui dopo tanto tempo e abitudine, un elemento cambia: la città in questo caso.
Che ha cambiato amministrazione, che è rimasta chiusa per settimane per una pandemia che ancora morde, che ha rallentato e quasi cancellato tanti eventi che erano abitudine o novità e che sarà costretta a cambiare e ripensare, per tutti questi motivi, il proprio percorso verso il futuro. L’anima di una cittadina che se ci sforza di conoscerla, invece di leggerla su bacheche virtuali, è piena di storie, avvenimenti, cambiamenti, rivoluzioni, scosse (come quelle del terremoto, che ci sono pure state, vero Castello?).

E quindi, le due anime del nostro racconto, la città e il Buskers Festival evolvono.
E il Festival cambia in una direzione secca che spaventa (in prima battuta a chi lo organizza) ma che cerca di riportare un concetto chiave: questa edizione sarà per gli artisti e per il pubblico.
Cinque location chiuse, un sistema di prenotazione e un biglietto, a pagamento.
“Non sarà il Festival dove si passeggia per le strade e ci si ferma un minuto ad ascoltare. Adesso bisognerà scegliere gli artisti e questo consentirà di creare un rapporto diretto e personale con ciò che si è scelto di vedere”, ci racconta Rebecca Bottoni, Presidente dell’Associazione Ferrara Buskers Festival.
“Siamo coscienti che avremo critiche per la questione del biglietto: è una scelta che si è resa necessaria sia per gestire gli spazi che per scongiurare la possibilità di prenotazioni di massa gratuite a cui non segue la presenza reale, con i conseguenti problemi viste le misure di distanziamento e gestione logistica necessaria quest’anno.”
Ora torniamo al nostro film: quando c’è una crisi o un cambiamento, cosa si dice che debbano riscoprire le due metà di una coppia? Quello che li fatti innamorare, eliminando le routine che si sono affermate logorando il percorso condiviso.
Dare nuova importanza all’altro.
“Ecco, io vorrei che si vedesse cosa c’è, non quello che viene a mancare. E quello che c’è è l’essenza originaria, per scelta e per necessità, del Buskers Festival. Ogni tanto ci siamo sentiti dire che non era più il festival di una volta: beh, questo è esattamente un ritorno alle origini.” – spiega Rebecca.
“Abbiamo deciso di fare questa edizione in un momento preciso: quando la quarantena ci è stata prolungata fino al 4 maggio mentre pensavamo di stare per uscirne, quando dopo la fase dei balconi e delle canzoni è subentrata la depressione di non vedere una prospettiva di uscita: in quell’istante ci siamo detti che dovevamo fare questa edizione, dovevamo lasciare che la musica e l’arte facessero quello che sanno fare e che ovviamente sarebbe stato un anno diverso, ma necessario”.

“Ci saranno 15 artisti e non mi sento di dire che saranno solamente 15 gruppi: saranno l’essenza migliore che potevamo avere e il nome dell’edizione, che perde l’anno per aggiungere “Limited” è nel senso di esclusiva, come quando si acquista un prodotto in edizione limitata: non manca niente, c’è qualcosa in più.
Ed è una edizione che non ha una città o una nazione di riferimento: poteva essere l’Italia ma mentre lo organizzavamo l’epidemia è diventata globale e abbiamo scelto artisti che possono ragionevolmente essere presenti evitando voli o trasferte complesse, ma che allo stesso tempo sono simbolo delle migliori energie di tutto il mondo. Artisti italiani e non che hanno svolto un percorso all’estero, che hanno contratti nazionali o internazionali: che possono raccontare l’anima dell’artista di strada.”
Ci sarà, ci sentiamo di dire noi, il fulcro del festival e in un certo qual modo solo quello: solo gli artisti, nessuna frenetica passeggiata per coprire tutto l’insieme delle esibizioni ma una selezione a monte, come l’ascolto in vinile dopo anni di playlist casuali su Spotify.
Come la prima sera tra due persone ancora inconsce del futuro che le attende, come quella sera in cui dopo anni una coppia torna nel ristorante dove ha cenato la prima volta, scoprendo un posto diverso da quello scolpito nella propria memoria, scoprendosi diversa, ma provando ad amarsi in modo nuovo.
O semplicemente nuovamente.

I luoghi dell’edizione saranno, dopo l’anteprima di Comacchio:
Chiostro di San Paolo, Palazzo Roverella, Cortile del Castello, Giardino del Palazzo Diamanti, Cortile di Palazzo Crema.
Qui c’è il programma completo delle esibizioni
Le date:
25 Agosto – Comacchio (Anteprima)
26/29 Agosto – Ferrara
30 Agosto – Streaming
MORE INFO:
Sito Ferrara Buskers Festival
Classe 85, vive a Ferrara da vent’anni. Secondo il profilo ufficiale è Infermiere, nel contempo si occupa da anni di giornalismo con l’idea di cercare di raccontare il mondo da una angolazione sempre nuova, con spirito critico ma rivolto al meglio, al domani e al possibile. Ha scritto un romanzo, si chiama “Sfumature” e si occupa di musica con una newsletter settimanale, live report e altro.Qui su Filo, articolo dopo articolo tenta di costruire un mondo più informato, consapevole ed ottimista o, almeno, aderente alla realtà.