

Forse sono impreparata io, però non immaginavo proprio di sentire questo profumo buono di colazione varcando la soglia di un birrificio. Cereali dolci e caramellati aromatizzano l’aria densa d’estate, mentre il brusio sommesso e rilassante dei macchinari ci accoglie nell’edificio. Le lattine corrono a ritmo sul breve nastro dell’etichettatrice, la plastica avvolge i bancali scricchiolando: una melodia tipica e ripetitiva sulla quale Luca Drudi, Luca Tassinati e Christan Bertoni improvvisano quotidianamente, da virtuosi della birra quali sono.
Liquida nasce proprio qui, inaspettatamente a Ostellato. Ferrara è la città di Luca Tassinati che, dopo una lunga permanenza in Umbria, sempre per amore della birra, ha deciso di tornare a casa, da famiglia e amici. Al suo fianco Luca e Christian, dal pub BiFOR di Forlì, ex clienti del birrificio umbro dell’attuale collega. Tre, il numero perfetto, legati da una stima profonda e da una bella amicizia, evidente agli occhi di chi li osserva. Ora impacchettano precisi le prime cotte, in lattina, con immensa soddisfazione.
Luca T. è una celebrità nel settore della birra: vincitore del titolo di miglior birraio emergente nel 2018, si è fatto notare con Altotevere, il suo progetto perugino, e oggi corona il suo sogno con questo gioiello nel cuore della provincia di Ferrara. Impossibile non notare il sentimento paterno che nutre nei confronti della sua fluida creatura quando, durante la nostra chiacchierata, si volta periodicamente per controllarne i lenti movimenti.
“Ciò che rende diversa una birra artigianale come la nostra è sicuramente la passione – spiega Luca, con gli occhi che corrono sugli indicatori -, poi il procedimento manuale e la qualità delle materie prime. Il nostro impianto è totalmente manuale: per questo mi vedete correre tra un tino e l’altro per controllare”.
I tre scelgono con cura le materie prime, l’orzo, i luppoli, e sempre con cura le rovesciano nei tini, lentamente. La scelta è frutto di tantissima esperienza, di innumerevoli tentativi, e dell’attenzione di tutti e tre. Il risultato invece sono tre birre luppolate dalla magnifica etichetta colorata (e, scoprirò presto, anche dal gusto sorprendente): LOKI – IPA, frutto di ricerca e ‘casualità’ in quanto prodotta con tre luppoli sempre differenti (segnalati sull’etichetta), i migliori presenti sul mercato al momento del bisogno, Don Quisciotte – West Coast IPA, e la strutturata Double IPA Sierra Tonante, con i suoi dignitosissimi 8 gradi, per gli appassionati. In cantiere non mancano di certo nuove sperimentazioni, ma nessuno dei tre mastri birrai vuole rovinarci la sorpresa. ‘Birre rock&roll’ le definisce Luca quando gli chiediamo di descriverle rifacendosi alla musica, e, proprio come nel rock&roll, assaggiandole capiamo di essere stati catturati da note diverse, da sottili suoni ricercati; il fresco retrogusto agrumato di questa tiratura di LOKI, così evidente per me, diventa ‘tipicamente dolce’, o ‘amarognolo al punto giusto’, sul palato dei miei compagni di viaggio.
Ferrara, si sa, non è proprio la capitale del consumo di birra in Italia, e nemmeno la patria dei migliori bevitori, ma Liquida ha già conquistato il cuore delle birrerie più conosciute in città. Ovviamente le tre beniamine scorrono nelle vene del pub forlivese BiFOR, ma sono riuscite anche, senza fatica e in pochissimo tempo, a sorprendere tutta l’Italia. “Alza la pompa di 3 punti percentuale”: Luca T. interrompe il suo racconto riferendosi a Christian, sempre attento. “Abbiamo iniziato come iniziano tutti: producendo birra in garage, in casa. – ci racconta Luca Drudi, per dare modo al collega di compiere i suoi delicati passaggi -; poi io e Christian, avendo costruito un bel rapporto con Luca, a quel tempo in Umbria, abbiamo deciso di portargli giù una ricetta da produrre: così è nata la nostra collaborazione, quella che oggi ci porta qui.”
Le macchie colorate della grafica che svetta sulle lattine di Liquida, interrompono l’azzurrino rilassante delle parteti del capannone asettico. “L’immagine è opera di un grafico di Forlì -sempre Luca D., mentre ci accompagna verso il magazzino -. Volevamo dare l’idea della fluidità, proprio come per il nome ovviamente, ma anche di trasformazione, dinamica, cambiamento. La nostra birra è frutto di sperimentazione, è novità.”
Seguiamo Luca nella stanza dei cereali dove si accentua esponenzialmente il profumo di colazione che mi ha avvolta all’ingresso: qui avviene la macinazione. Camminiamo chiacchierando verso il tino di ammostamento. Luca T. ha in mano un righello di dimensioni importanti – ‘… per i nemici dell’impero’, scherza – con il quale sta misurando il livello. La zuppa dolce prodotta all’interno di questo primo scintillante contenitore dovrà passare per il tino filtro e per il tino boil all’interno del quale, finalmente, farà la conoscenza dei suoi luppoli. La birra raggiunge infine il fermentatore in pressione, dove riprende fiato prima del confezionamento.
Non so se avete mai visto questi nuovi fusti in PET, quelli che sembrano delle bombole da sub, dei piccoli sommergibili di plastica… Sia all’interno di questi strani oggetti, che all’interno delle bellissime lattine argentate del birrificio ferrarese, Liquida non compie nessuna rifermentazione mantenendo inalterate le sue caratteristiche.

Christian ci saluta mentre Luca e Luca puliscono il tino con perizia. L’acqua scorre nelle apposite scanalature sul pavimento mentre l’orzo cade a blocchi nel contenitore. Gesti così precisi, appassionati, soliti e rassicuranti, che i due ragazzi compiono con il sorriso stampato sulla faccia. Il retrogusto deciso della LOKI che ho assaggiato mi culla in questa calma mattina mentre Luca D. mi parla di birre inglesi, birre tedesche, l’eccellenza italiana, tutte cose che ignoro e che ora sento il bisogno di sapere. Mi meraviglia sempre la capacità, che hanno certe persone, di innestare un piccolo seme di curiosità nelle persone solo grazie alle proprie parole, e alla propria evidente passione.
Pronti per il pranzo salutiamo i nostri nuovi amici. Felici di aver fatto la conoscenza di questa oasi a Ostellato imbocchiamo la super, e in un attimo siamo al mare. Le piccole cose che fanno la felicità.
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Sito web: https://www.birrificioliquida.it
Clelia nasce a Ferrara il 5 gennaio 1988, in una famiglia di artisti che tenta di salvare la creatura dal tremendo e precario mondo dell’arte, per più di 20 anni. A maggio 2017, nell’Aula Magna del DAMS di Bologna, mamma Alessandra-musicista e papà Franco-restauratore accettano di aver cresciuto una cantante laureata in Storia Dell’Arte. Oggi è copywriter per l’agenzia Dinamica, scrive racconti brevi per amore delle parole, e collabora con le associazioni culturali ARCI Contrarock ed Officina MECA.

Congratulazioni non vedo ora provarla.
Spero di berla al +presto sono davvero curioso complimenti cmq bravi davvero.
Bravi questa mancava nella nostra zona di mare spero di assaggiarla al più presto ancora bravi
Buon lavoro